Radicondolifestival 2022. Le orme del nostro pensiero

dal 09 luglio 2022 al 01 agosto 2022

L’edizione numero 36 del Radicondoli Festival conferma la sua natura multidisciplinare attento ai nuovi linguaggi e alla ricerca di nuove modalità espressive. Il denso programma di circa 30 eventi è strettamente connesso al territorio e ai suoi abitanti.

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Le orme del nostro pensiero

Le orme del nostro pensiero

Il disegno dell’uomo, le orme del nostro pensiero, gli sguardi su gli altri e gli sguardi degli altri verso il nostro mondo, sono tutte linee che si intersecheranno nel programma della prossima edizione e del prossimo triennio delineando un percorso programmatico come uno spazio fisico e mentale dove passano sogni, drammi, pensieri e riflessioni sul nostro contemporaneo.
L’ edizione 2022 del festival si conferma un evento multidisciplinare attento ai nuovi linguaggi e alla ricerca di nuove modalità espressive con un prologo sul segno contemporaneo e con le sue commistioni con il territorio, che sottolinea la nuova vocazione di Radicondoli come centro culturale originale e produttivo.

Il denso programma di circa 30 eventi unisce la formazione allo spettacolo, l’arte contemporanea agli spazi ambientali, le proiezioni video ai percorsi di nuova drammaturgia, in una dimensione dinamica che rafforza l’idea complessiva di un festival come fucina creativa e produttiva.

Anche in questa edizione il ruolo dell’attore rimane sempre focale e prioritario: ci saranno alcune presenze significative del teatro e cinema italiano, come Massimo Popolizio con uno straordinario recital su Pasolini, Paolo Rossi e il suo ultimo geniale spettacolo, Luca Lazzareschi protagonista di un Prometeo prodotto dal festival, Alvia Reale con un suo intimo racconto, Alessandra Vanzi che dedica un omaggio a Victor Cavallo attore e poeta.

Il festival di Radicondoli vuole dedicare una particolare attenzione a Vetrano e Randisi, due grandi interpreti che hanno unito il loro talento e la loro professionalità a una poetica raffinata e emozionante, con un focus sul loro lavoro con due spettacoli di cui uno in prima nazionale. Inoltre si consolideranno rapporti di continuità artistica con professionisti affermati come Ulderico Pesce, Arianna Scommegna, Nicola Russo, la comicità di Maria Cassi, la storica compagnia Marcido Marcidoris.

In maniera complementare investiamo con attenzione su gruppi giovani e emergenti come Factory Tac compagnia giovane di riferimento del festival, il teatro Metropopolare che con Livia Gionfrida svolge da tempo attività nelle carceri, il gruppo dei giovanissimi diretti da Leonardo Manzan in it’s app to you.

Da sottolineare l’evoluzione del festival che da alcuni anni interviene su progetti di produzione o coproduzione sostenendo compagnie e attori emergenti, fra questi un progetto di Dalal Suleiman
sull’identità, Antonella Miglioretto con l’esito un lungo laboratorio di ricerca, Elisa Pol con una perfomance fra teatro e danza frutto di una ricerca con la collaborazione di Raffaella Giordano, Gemma Hansson Carbone attrice. regista italo svedese che presenta un testo inedito del poeta Dimitris Dimitriadis, sulla Grecia dei colonnelli.

Il rapporto con l’ambiente e l’identità della comunità sono alcuni dei temi che affronteremo in un dialogo con Franco Arminio, uno dei personaggi più rappresentativi della poesia e cultura italiana, che ritorna a Radicondoli portando il suo percorso poetico in dialogo con la comunità.

E proprio sull’identità del luogo lavoreremo con un progetto di drammaturgia itinerante che attraversa spazi, strade e scorci di paesaggio accompagnando gli spettatori alla scoperta di luoghi segreti e svelando un modo diverso di viverli, animati da attori che raccontano storie e percorsi poetici. Con la presenza di Fernando Maraghini, Sara Alzetta, Vincenza Pastore, e Mohamed Traore che racconta in maniera poetica il suo viaggio di profugo africano.

Come percorso oramai consolidato, il programma si dilata nel paesaggio che circonda Radicondoli con alcuni progetti di arte contemporanea che in maniera parallela e complementare al festival di teatro valorizzano alcuni luoghi che nel corso degli ultimi anni sono stati dismessi o male utilizzati rivitalizzandoli in una nuova dimensione.

Il progetto Paesaggi contemporanei afferma una evoluzione della dimensione di Radicondoli come luogo di produzione culturale e artistica e come spazio privilegiato per il dialogo interculturale e intergenerazionale. Fare arte utilizzando il paesaggio e il contesto urbanistico non solo come soggetto ma come materia stessa dell’opera, dare importanza alla ricerca estetica ma soprattutto ai segni dell’uomo, al suo passaggio e alla sua memoria. Abbiamo scelto, artisti che si inseriscono in una geografia emozionale del luogo con interventi site specific pensati per la particolarità ambientale e architettonica di Radicondoli. Franco Ionda, interviene con una installazione all’ingresso del paese, Giuseppina Giordano con un intervento vicino le mura ridà nuova vita a un luogo marginale e poco utilizzato, Mirio Cosottini musicista e ricercatore di suoni e atmosfere, costruisce una architettura sonora in un boschetto di lecci poco distante dal paese e presenta i disegni ispirati alla sua ricerca filosofica e musicale. Con la cura di Fabio Gori, collezionista attento alle espressioni artistiche del cambiamento contemporaneo, Paolo Fabiani lascia i segni della sua opera in vari spazi della geografia urbana del paese, compiendo anche una perfomance di forte impatto spettacolare.

Il programma prevede alcuni progetti di musica pensati per il festival: un concerto di organo e canto con Gabriele Giacomelli e Maria Elena Romanazzi, che mette in rilievo la particolarità dell’organo della collegiata di Radicondoli, la grande voce di Flo con un programma fra Napoli e il Mediterraneo, la giovane cantautrice pop Virginia Veronesi, un omaggio jazz a Nicola Arigliano e un progetto originale ambient con Gianni Maroccolo e Antonio Aiazzi fondatori del gruppo rock Litfiba, che lavorano da molti anni su nuovi percorsi narrativi, unendo generi e stili in una alchimia affascinante e avvolgente. Come avant festival il concerto del gruppo italo irlandese Willos’ e in chiusura del programma il duo di chitarre Lune et soleil.

In questa edizione e per il prossimo triennio si consoliderà il rapporto con alcune compagnie internazionali come la compagnia di danza di Yael Karavan che lavora a Londra e in Israele, la compagnia svedese Naprawski con sede a Goteborg e la compagnia Phoenix del Senegal costituita da un gruppo di giovani attori senegalesi che vivono e lavorano nel nord del Senegal al confine con la Mauritania e che attraverso il teatro hanno creato un momento di aggregazione fra i giovani del quartiere e una forma di riscatto sociale in una zona ad alto rischio di emigrazione selvaggia.

Si consolida la collaborazione con il festival internazionale Lo schermo dell’arte  per i video d’artista e con le associazioni del territorio come la compagnia di teatro locale Rabel, l’orchestra da camera di Radicondoli e il festival di documentari Destinazione sud.

Strettamente integrata con il programma del festival, l’attività di formazione -cui s’intende dare nel triennio uno spazio particolarmente ampio- e si articola in una serie di progetti di perfezionamento e orientamento rivolti tanto alle professioni artistiche che tecniche e organizzative e che quest’anno vedrà una prima fase del laboratorio del suono e un campus di drammaturgia internazionale.

Il premio Radicondoli per il teatro giunto alla tredicesima edizione quest’anno premia per la sezione maestri e per la sezione giovani critici e da alcune edizioni si è aggiunto un ulteriore premio per il particolare uso di nuove tecnologie. Ripensare all’uso che si fa dell’attività teatrale vuol dire progettare non solo spettacoli, ma soprattutto un tempo e un luogo dove trovarsi e confrontare le proprie idee, aperto e a disposizione di tutti, dove andare per parlare, vedere, ascoltare, leggere: fare del festival uno spazio vivo e restituirlo come luogo aperto alla comunità.
E se questo periodo mette a dura prova lo spettacolo dal vivo, dall’altro rappresenta anche un’opportunità per riaffermare la vocazione del Festival, fortemente legata all’uso dello spazio naturale che diventa scenografia, con un uso molto green degli allestimenti tecnici e al rapporto diretto e coinvolgente con il pubblico.

L’energia del progetto festival in maniera ancora più matura e consapevole, svilupperà nel prossimo triennio e a partire dall’edizione 2022, nuovi percorsi per i giovani e i professionisti anche del territorio con la costruzione di un circolo virtuoso che metterà in relazione lo spettacolo dal vivo con la formazione professionale e culturale (intervento del Direttore artistico Massimo Luconi)